Editoriali / Alfaville, una città per la città

Qualche parola per augurare a lettrici e lettori, e in particolare a socie e soci dell’associazione Alfabeta,  un 2021 pieno di coraggio e di intelligenza. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se l’associazione Alfabeta, nata per sostenere una rivista che non c’è più, possa e debba continuare. A maggio saranno due anni che Balestrini, motore di quella rivista e di tanto altro, se n’è andato. E anche se quanto ha fatto e scritto e detto resta vivo, l’associazione ha senso solo se si confronta con il presente e conta su persone unite da un obiettivo comune — per noi, la necessità di un intervento culturale caratterizzato dallo sguardo critico che è stato alla base di Alfabeta 1 e 2. 

Per questo oggi vorrei parlarvi di noi, di Alfaville, il blog creato nel 2020 come luogo di incontro per la comunità (post)alfabetica. Certo, proporre un’altra rivista in un panorama fitto di testate culturali spesso eccellenti rivelerebbe l’assenza dello sguardo critico che ho appena evocato. Tuttavia lo spazio per la sperimentazione, Balestrini ce lo insegna, non manca mai e dunque nei prossimi mesi Alfaville, fedele al suo nome, sarà qualcosa che forse non c’è: una piazza dove dialogare e riflettere intorno a un tema preciso che in qualche modo ci riguarda tutti: l’evoluzione della città contemporanea. 

L’argomento è ampio ma tutt’altro che astratto, se consideriamo per esempio le imminenti elezioni amministrative in tanti centri italiani, Roma e Milano incluse, o i cambiamenti imposti dal Covid. E si presta a essere trattato, nello spirito di Alfaville, con linguaggi diversi: testi scritti, immagini, audio, video, che comporranno — si spera — un’unica lunga conversazione a distanza, in cui i lettori/spettatori/ascoltatori potranno entrare proponendo materiali e dialogando attraverso i canali social di Alfaville.

A questa impresa hanno già garantito una partecipazione attiva due importanti firme alfabetiche (oltre che due amiche che ringrazio pubblicamente), Antonella Sbrilli che riprenderà a occuparsi di arte e di giochi (ovviamente in chiave metropolitana) e Lucia Tozzi, cui è affidata la cura degli interventi più ampi sulla città. Altre e altri, spero, verranno. A settembre tireremo le somme e vedremo se l’associazione continuerà, magari scegliendo un altro tema da esplorare nel 2022, o se è il caso di chiudere, consapevoli (anche qui, balestrinianamente) che tout passe, tout casse, tout lasse, tout se remplace.

Maria Teresa Carbone

Nota: se l’impresa vi pare interessante, fate girare questo testo e aderite o confermate la vostra adesione. La quota associativa minima per entrare a far parte di Associazione Alfabeta è 20 euro (Iban IT02J0306903219100000009127IT02J0306903219100000009127 )

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